Basta lasciarsi alle spalle Catania in direzione nord perché la costa cambi carattere: la sabbia cede il posto alla pietra nera dell'Etna, le case si affacciano su piccoli porti e gli scogli emergono dal mare come sculture. È la Riviera dei Ciclopi, e i suoi due paesi più noti, Aci Castello e Aci Trezza, sono così vicini da poter essere visitati nella stessa giornata. Aci Trezza, del resto, è una frazione del comune di Aci Castello.
Il castello sulla rupe di basalto
Aci Castello prende il nome dalla fortezza che domina il paese. Sorge su un promontorio di basalto a picco sul mare, formato da lave sottomarine che gli studi datano a circa 500.000 anni fa: guardando la roccia da vicino si riconoscono le forme tondeggianti delle lave a cuscino, nate da eruzioni avvenute quando qui c'era ancora il fondale. Le prime fortificazioni sulla rupe risalgono all'età bizantina, e alla fine dell'XI secolo, in età normanna, il castello e il territorio di Aci furono concessi al vescovo di Catania.
La pagina più movimentata della sua storia è legata alla guerra del Vespro. Alla fine del Duecento il castello era affidato all'ammiraglio Ruggero di Lauria; quando questi passò dalla parte degli Angioini, re Federico III d'Aragona lo fece espugnare con una torre mobile di legno, chiamata "cicogna". Oggi alla fortezza si sale lungo una scalinata, là dove un tempo si trovava un ponte levatoio in legno. Dal 1985 il castello ospita il Museo civico, con sezioni dedicate a mineralogia, paleontologia e archeologia, e un piccolo orto botanico nel cortile. Anche solo dall'esterno, però, la vista sulla costa ripaga la salita.
I Faraglioni e le Isole Ciclopi
Proseguendo verso nord lo sguardo corre agli scogli che emergono davanti ad Aci Trezza. Sono i Faraglioni dei Ciclopi, torri di roccia basaltica che, insieme all'isola Lachea e ad altri grandi scogli, formano il piccolo arcipelago delle Isole Ciclopi. La tradizione lega questo tratto di costa al nono canto dell'Odissea: i massi sarebbero quelli scagliati da Polifemo contro la nave di Ulisse in fuga. Mito a parte, è uno dei posti migliori per osservare i basalti colonnari, le caratteristiche colonne di roccia vulcanica visibili sui faraglioni e nello stesso porto di Aci Trezza.
Un'area marina da rispettare
Il mare intorno agli scogli è tutelato dall'Area marina protetta Isole Ciclopi, che si estende per circa 623 ettari nel tratto compreso tra Capo Mulini e Punta Aguzza. La gestisce un consorzio tra il Comune di Aci Castello e l'Università di Catania. Sui fondali crescono praterie di Posidonia oceanica e centinaia di specie di alghe, e questa costa è considerata un'importante zona di contatto tra la fauna marina tirrenica e quella ionica.
L'area è divisa in zone con regole diverse. La zona A, di riserva integrale, comprende il mare intorno all'isola Lachea e al Faraglione Grande ed è delimitata da boe gialle: il bagno è consentito solo in tratti precisi, raggiungibili con imbarcazioni a remi. Nella zona B la balneazione è libera e la navigazione a motore è ammessa solo a velocità ridotta. Prima di un'uscita in barca o di un'immersione conviene leggere il regolamento aggiornato sul sito dell'Area marina protetta.
Aci Trezza, il paese dei Malavoglia
Aci Trezza è un borgo di pescatori che la letteratura ha reso celebre. Qui Giovanni Verga ambientò I Malavoglia, pubblicato nel 1881: la vicenda della famiglia Toscano, della loro barca, la Provvidenza, e della casa del nespolo ha portato il nome del paese ben oltre la Sicilia. Nel 1948 Luchino Visconti vi girò La terra trema, liberamente tratto dal romanzo e interpretato da abitanti del luogo invece che da attori professionisti.
Vicino alla chiesa di San Giovanni Battista si trova la Casa del Nespolo, una piccola abitazione ottocentesca di due stanze che raccoglie materiali legati all'opera di Verga e alla tradizione marinara del paese. Il nome richiama la casa dei Malavoglia nel romanzo. Tutto intorno, il porto con le barche colorate e il lungomare rivolto ai Faraglioni restituiscono l'atmosfera di un paese che vive ancora del suo mare.
Come organizzare la giornata
La Riviera dei Ciclopi si raggiunge da Catania percorrendo la costa verso nord lungo la statale 114, ed è collegata alla città anche dagli autobus di linea. Una buona idea è cominciare dal castello di Aci Castello al mattino, quando la luce è più morbida, e poi spostarsi ad Aci Trezza per il porto, la Casa del Nespolo e la vista sui Faraglioni. Chi preferisce un avvicinamento lento può partire dal lungomare di Catania e seguire la costa rocciosa verso nord: il paesaggio lavico accompagna tutto il percorso e prepara al meglio l'arrivo davanti agli scogli dei Ciclopi.
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